I cantanti cominciano a snobbare le major discografiche

15 10 2007

Sono già due i gruppi di cantanti che hanno preso la decisione di abbandonare le case discografiche: i Radiohead Nine Inch Nailse i Nine Inch Nails. Trent Reznor, leader di quest’ultimo gruppo, ha dichiarato: “Ho atteso a lungo la possibilità di fare questo annuncio. Da adesso in poi i Nine Inch Nails sono completamente battitori liberi, liberi da qualsiasi contratto di registrazione con qualsiasi etichettaSono stato sotto contratto per 18 anni e ho visto il business mutare radicalmente verso qualcosa di intrinsecamente molto differente e mi dà una grande gioia poter finalmente avere un rapporto diretto con il pubblico come ritengo giusto ed opportuno sia”. Reznor ha sempre dimostrato di non gradire troppo le grandi major, tant’è che un pò di tempo fa era addirittura arrivato a consigliare apertamente ai suoi fan asiatici di scaricare illegalmente la musica dal P2P.

Rapporti diretti con il pubblico, passaparola e distribuzione digitale diretta degli album (con relativo incasso che finisce tutto in saccoccia all’autore, al contrario di quanto succede con le etichette) sono dunque la modalità che anche i NIN hanno scelto per promuovere le proprie opere, segno più evidente che mai del fatto che i tempi sono già cambiati e l’approccio al mondo digitale delle major, che hanno sbagliato praticamente tutto da Napster in poi, le potrebbe ben presto condannare all’estinzione.

Se due dei più grossi attori dell’industriascrive Gizmodo.com – possono permettersi di leggere certe rivendicazioni e farle proprio, rifiutando il vecchio business perché guasto, per quale ragioni non potrebbero fare lo stesso anche i produttori? Ciò che i Radiohead e i NIN stanno mostrando è il modello di business del futuro“.

Testo sul sito dei NIN

L’annuncio di Trent Reznor sul sito ufficiale dei NIN


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One response

18 10 2007
Scaricava musica, ma viene assolto dal giudice… in Italia! « La Tana del Leviathan

[…] Scaricare qualche file per uso personale non è come scaricare per rivendersi ciò che si è messo in download: giusto è infatti la mega multa di 8.5 milioni di euro emessa dalla Guardia di Finanza contro una organizzazione che renedeva disponibili online per fini di lucro migliaia di files protetti da diritto d’autore. Ingiusto perseguire invece un povero tizio per aver scaricato una ventina di mp3 in rete. Ma forse le cose cambieranno, visto che anche i cantanti si stanno stancando delle case discografiche (guarda l’articolo precedente: I cantanti cominciano a snobbare le major discografiche). […]

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