Scaricava musica, ma viene assolto dal giudice… in Italia!

18 10 2007

Un elettricista milanese di 30 anni, era stato accusato di aver scaricato 120 canzoni protetti da diritto d’autore da Internet nelGiudice 2004. La cosa venne accertata anche con una perquisizione compiuta dall Polizia Postale in casa dell’indagato e con il sequesto del computer. Tuttavia, il giudice dell’ottava sezione del tribunale di Milano, dopo ben 10 sentenze, lo ha assolto dall’accusa perchè il giovane ha scaricato e utilizzato i files per uso personale. E’ stato così negata la richiesta del pubblico ministero che si era pronunciato per una condanna a 7 mesi di carcere accompagnata da una sanzione pecuniaria.

La legge sul P2P, sulla condivisione di file su Internet e sul diritto di autore non è ancora chiara nè in Italia nè in diverse nazioni europee. In modo particolare è chiaro come si debbano colpire i pirati che rendono disponibile illegalmente software, film, musica per scopi di lucro, mentre è ancora un “mistero da decifrare” se chi scarica files per vedersi un film o ascoltare un canzone per propri interessi personali possa essere denunciato e sanzionato con multe pecuniarie. In realtà questo sarebbe proprio l’obiettivo delle major discografiche e cinematografiche. Tuttavia, come si è poi visto anche nel famoso caso Peppermint, non solo i giudici non hanno permesso di dare ai provider gli indirizzi IP e gli eventuali nomi degli abbonati Adsl che scaricavano files, ma la stessa società discografica aveva inviato una lettera dove si chiedeva all’utente di sanare la propria posizione pagando circa 300 euro per non incorrere in POSSIBILI azioni giudiziarie. Sicuramente, questa sentenza crea un ottimo precedente, e ormai le major che detengono i diritti d’autore sanno che vincere una causa relativa al P2P contro un singolo utente che abbia scaricato files per i propri usi personali, è abbastanza complesso e l’esito è pressochè incerto.

Scaricare qualche file per uso personale non è come scaricare per rivendersi ciò che si è messo in download: giusto è infatti la mega multa di 8.5 milioni di euro emessa dalla Guardia di Finanza contro una organizzazione che renedeva disponibili online per fini di lucro migliaia di files protetti da diritto d’autore. Ingiusto perseguire invece un povero tizio per aver scaricato una ventina di mp3 in rete. Ma forse le cose cambieranno, visto che anche i cantanti si stanno stancando delle case discografiche (guarda l’articolo precedente: I cantanti cominciano a snobbare le major discografiche).


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