Legge censura-internet: una lettura e reazione dell’Authority TLC

21 10 2007

Non ci potevo credere… sono rimasto sconcertato quando ieri ho letto questa notizia. Non si possono eliminare o restringereCensura l’operatività di un blog, la voce libera di internet!!! Quindi mi unisco al coro di internet! Proprio l’altro ieri è stata divulgata la notizia (confronta Punto Informatico e Beppe Grillo.it) che il Governo sta varando un disegno di legge (detta Legge Prodi-Levi) per rendere qualsiasi blog presente sulla rete una vera e propria testata giornalistica, anche se non a fini di lucro!!! Tanto per chiarire, Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio! Mai sentito fino ad ora! (Ed era meglio non sentirlo mai, visto come se ne è uscito). Qualcuno dirà: che bello, siamo importanti, è un buon riconoscimento! Assolutamente no!!! Essere testate giornalistiche significa avere restrizioni non di poco conto: limitazioni che uccideranno i blog in Italia. Perchè? Perchè tutto questo provoca burocrazia, spese e… sanzioni penali! Ma vediamo di chiarire un pò la situazione…

UNA LETTURA DELLA LEGGE PRODI-LEVI
La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Questo se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Essendo una registrazione che deve dare pubblicità, ciò porta con sé tutto un iter burocratico e delle procedure che devono essere seguite (e si sa, la burocrazia in Italia fa schifo!). Ma vediamo alcuni articoli del testo:

Art. 1 – Finalità generali

  1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
  2. Tale disciplina mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo, al sostegno all’innovazione e all’occupazione, alla razionalizzazione e alla trasparenza delle provvidenze pubbliche, nel rispetto dei principi affermati dallo stesso articolo 21 della Costituzione, delle competenze assegnate alle Regioni dall’articolo 117 dellaCostituzione, delle norme comunitarie, della giurisprudenza costituzionale.

Fin qua non c’è niente di male, come potete vedere… il problema è come il progetto di legge si propone di raggiungere questi obiettivi generali:

Art. 2 – Definizione di prodotto editoriale

  1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
  2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
  3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Ecco, qui cominciano i guai: infatti il primo comma stabilisce cosa è un prodotto editoriale, il secondo cosa non è, il terzo pone un’esclusione all’applicazione della norma. Perchè ci sono guai? Perchè i blog e i siti internet privati rientrano nel primo comma, visto che non sono enunciati nel secondo, nè tantomeno nell’ipotesi di inapplicabilità del terzo comma. Insomma, blog e siti internet sono prodotti editoriali a tutti gli effetti, almeno per questo progetto di legge. Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off-line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato, ed ecco l’articolo 5 che ci frega del tutto:

Art. 5 – Esercizio dell’attività editoriale

  1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Niente da fare: prodotti senza scopo di lucro come blog e siti internet rientrano in toto in questa disciplina! Ma perchè tutto questo? Ce lo spiega l’art. 7, in tutta la sua “saggezza”:

Art. 7 – Attività editoriale su internet

  1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
  2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

In parole povere, lo Stato vuole tutelare i suoi cittadini dalla diffamazione (come se ogni giorno uno sta a diffamare un’altra persona)! I cittadini? Io dico che vogliono tutelare loro stessi. Non gli sta bene che un cittadino si faccia sentire in rete quello che non può dire a voce, perchè hanno la coda di paglia! Sanno che non fanno bene il loro lavoro, e pretendono pure che la gente sia d’accordo, o tutt’al più stia muta in silenzio. Internet invece è libero. Non ci sono restrizioni. Ciò può essere positivo o negativo, a seconda dei casi. Ma certamente non per quello che fanno e stanno facendo loro. Senza contare che questa legge danneggia tutti, anche chi come la maggior parte degli utenti del web, trova nei blog e nei siti internet degli strumenti di informazione alternativi alla stampa e alla televisione (media che ovviamente sono finanziati dallo Stato, che quindi può esercitare un controllo sull’informazione), e peraltro gratis. Pensate: un poveraccio che usa MSN Spaces per tenere un diario on-line, per pubblicare le foto delle sue vacanze e condividerle con i suoi amici deve sottostare a tutto questo. E’ ASSURDO!!!!!!!!!!!! La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Ma stiamo scherzando?

COSA NE PENSA L’AUTHORITY
Le reazioni dell’immensa comunità degli internauti italiani è unica: ‘sta legge non s’ha da fare!!!! Centinaia di blog hanno condannato il disegno, di cui non si è data neanche abbastanza pubblicità agli italiani! Oggi, Punto Informatico pubblica un articolo con un’intervista a Nicola D’Angelo, magistrato, commissario dell’Authority TLC (Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni) ed esperto di cose della rete. Dice:

Questa esigenza di garanzia, di affermare una responsabilità per i reati a mezzo stampa non può tradursi nell’imporre misure burocratiche per aprire un blog. Il valore universalmente riconosciuto della rete è stato sempre quello di essere uno strumento aperto a tutti, pluralista. Anzi, la rete ha costituito l’elemento di più forte di pluralismo nell’informazione globale e in Italia“. Su tutto questo, spiega il commissario, “imporre regole che limitino la creatività e la dinamicità di un sistema di informazione alternativo e diverso è una cosa che va assolutamente evitata. Cosa si vuole fare? Costringere i blogger italiani ad andare all’estero? Il sistema deve rimanere aperto quanto più possibile”.

PI precisa che sebbene D’Angelo esprima opinioni personali, in nessun modo vincolanti rispetto all’Autorità, ci tiene a spiegare che anche assegnare al ROC il ruolo di spartiacque, a decidere chi debba registrarsi e chi no “è un po’ improprio“: questo perchè viene data troppa discrezionalità ad un organo. “Il problema della garanzia, della diffamazione e così via si risolve con le leggi che già esistono, è questione che attiene alle più normali attività di vigilanza“. Il vero punto secondo D’Angelo è un altro, sono “le garanzie di accesso, la neutralità tecnologica, l’accesso alla rete a condizioni vantaggiose, l’estensione della copertura della rete, evitare che ci possa essere una serie A e una serie B tra i fornitori di contenuti e tra gli utenti“.

RIFLESSIONI
Morale: persino il commissario dell’Autorithy sulle Telecomunicazioni si schiera con il web! Ma per quale assurdo motivo devo pagare per avere uno spazio in rete solo perchè voglio pubblicare un diario on-line o dire la mia su qualcosa? Ma dove cavolo viviamo? In una dittatura? Se si impone la burocrazia all’apertura di un blog o di un sito, si uccide internet, almeno in Italia. Questa è una vera manifestazione di ignoranza! Ignoranza che oggi investe internet, ma si sa che non è solo la grande rete nelle mire del Governo (un esempio su tutti sono i videogiochi). E’ da anni che in Italia si demonizza ciò che non si conosce. E’ come un’antica caccia alle streghe. Ciò che secondo loro fa male, perchè non lo conoscono, deve essere incatenato o eliminato. Ditelo, voi che ci governate: volete che gli italiani siano continuamente presi per il culo da tutto il mondo? Questo è controllo dei mezzi d’informazione, cosa che succedeva sotto dittatura, sia di destra che di sinistra, e la storia ce lo insegna. Ma si sa, molti esseri umani continuano a sbagliare, e rifanno gli stessi errori. Solo che quando sono i politici a farlo (e per un motivo del cavolo), sono sempre i cittadini a rimetterci, non loro!

Intanto, Beppe Grillo si prepara al V-Day 2: già annunciato un pò di tempo fa il tema principale, l’Informazione, che guarda caso cade proprio a fagiolo con quello che sta succedendo ora. Due saranno le richieste:

  • l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria;
  • l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.

Vedremo cosa accadrà…

Vignetta


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6 responses

21 10 2007
finardi

Rropongo lo scambio di link per aumentare la visibilità sui motori di ricerca.
Tutti coloro che desiderano essere immessi ricordino che saranno eliminati solo i blog che contravvengono alle leggi italiane. Siete pregati di visitare di tanto in tanto il blog principale menti pericolose avendo accettato di essere immessi al suo interno. Nel caso di scambio link dovrete immettere nell vostro blog o sito web l’indirizzo http://mentipericolose.blogspot.com A CUI DOVRETE INOLTRARE LA RICHIESTA vi viene assicurata una visita periodica e continuativa da parte del curatore del blog nel caso accettaste lo scambio.
Il vostro indirizzo verrà inserito alla pagina
mentipericolose-link.blogspot.com

21 10 2007
rds4ever

Tranquillo almeno per il momento,Leviathan.
C’è già stata la classica retromarcia e i classici commenti degni di bambini beccati con le mani nella marmellata.
Non ci resta che aspettare i fatti…

Ciao

Riccardo

21 10 2007
Lo psicologo

Questa notizia mi lascia basito. Non solo. Mi provoca rabbia, delusione, e un grande senso di vuoto impotente.

Questo è il momento di essere coraggiosi e non lasciarsi spaventare da sciocchi tentativi di limitazione della nostra libertà personale.

Internet è, e sempre sarà un mondo libero, esente da controlli di stampo dittatoriale come quello che sta tentando di realizzare il governo con il decreto di legge in questione.

Siamo in tanti e nessuno riuscirà mai a calpestarci in questo modo!

21 10 2007
Leviathan

Eh, si, stavo proprio leggendo in questi minuti… infatti devo pubblicare un aggiornamento! Ehehe!!! Meglio così!
Ciao!

21 10 2007
Aggiornamenti sulla legge-bavaglio internet: rispondono due ministri « La Tana del Leviathan

[…] rispondono due ministri 21 10 2007 Ci sono degli aggiornamenti per quanto riguarda la legge-bavaglio sui blog e siti internet italiani. Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni risponde agli italiani preoccupati per il […]

29 10 2007
Movimento Ultima Speranza

Non voglio essere pessimista, ma la rete inizia ad essere veramente in pericolo!
Questo è solo uno dei tantissimi attacchi sferrati.

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