Gli Arabi comprano l’8% di AMD

27 11 2007

AMD, da qualche giorno, accoglie all’interno dei propri soci anche il Medio Oriente: la società ha infatti venduto il AMD ATIproprio 8% alla Mubadala Development Co con sede ad Abu Dhabi, capitale dell’emirato di Abu Dhabi e dello stato degli Emirati Arabi Uniti. Come si sa, AMD non sta vivendo un momento particolarmente felice: scelte non troppo azzeccate e il passaggio del testimone ad Intel per quanto riguarda il primato nelle vendite di cpu (primato che aveva mantenuto fino all’uscita dei Core 2 Duo di Intel) hanno causato perdite finanziarie pesanti sul bilancio della compagnia. La recente acquisizione di ATI ancora non sta dando i frutti sperati. Ora, questa vendita di una buona fetta della società (ricordo che anche se la percentuale sembra bassa, essendo AMD una società ad azionariato diffuso, l’8% costituisce una bella fetta della società) insospettisce i più.

Tradotto in soldoni, la cifra che la Mubadala Development dovrà versare sarà di circa 700 milioni di dollari. A mettere i bastoni tra le ruote potrebbe essere il Comitato per gli investimenti stranieri, organo che ha il potere di porre il vetoAbu Dhabi alle acquisizioni di quote di aziende americane da parte di entità internazionali. Tale opzione non sarebbe una novità, peraltro: da tempo infatti il comitato è molto attento agli investimenti che vengono compiuti sulle società tecnologiche, specialmente se relazionate a temi di sicurezza. Nonostante questo, il CEO Waleed al-Mokarrab al-Muhairi ha fatto sapere che “ad oggi già abbiamo comprato la nostra quota“. Ovviamente, tutto ciò non può che far comodo ad AMD, ben felice di accogliere capitali esteri per rimpolpare le casse della società, specialmente dopo che l’ultimo quarto è stato ancora in perdita come del resto i precedenti tre (trend negativo causato in gran parte, come già sottolineato, dalla concorrenza del rivale Intel). Con i 700 milioni che potrebbero arrivare AMD intende ridurre i debiti (che a fine Settembre risultavano intorno ai 5,3 miliardi di dollari), fare un aumento di capitale e compiere acquisizioni. Altre novità in pentola, sembra alcuni soggetti stiano per uscire dalla società, tra cui investitori come Mike Hasse e il capo del settore vendite Henri Richard, contemporaneamente all’arrivo nel consiglio di amministrazione di Dirk Meyer: tutto ciò potrebbe suggerire anche un cambiamento ai vertici, Meyer che prende il posto di Hector Ruiz. Speriamo che queste scelte si ripercuotano con benefici anche per noi consumatori. Vedremo…

 


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