I dieci videogiochi più violenti!

15 12 2007

La National Institute on Media and the Family, in associazione al lavoro svolto dall’organo di censura ESRB (quello che si Violenza e videogiochioccupa di affibiare l’età minima per un determinato videogioco) ha pubblicato negli USA una lista di dieci giochi a cui i bambini non dovrebbero accedere, con riferimento alle ultime uscite nel mondo dei videogiochi. Lo scopo è quello di aiutare i genitori a fare una scelta consapevole nel momento in cui devono acquistare giochi per i propri figli durante queste feste natalizie.Tutti i giochi sono classificati come M, mature. L’obiettivo è di coinvolgere i rivenditori, i genitori e l’industria per limitare il proliferare di giochi particolarmente violenti. Il National Institute on Media and the Family, in realtà, si sovrappone all’ESRB con questa classifica. A questo proposito, bisogna ricordare il caso Manhunt 2 in relazione agli Stati Uniti. Il gioco è stato inizialmente classificato come AO (Adults Only), il che ne impediva nella sostanza la commercializzazione negli USA. In seguito, l’ESRB modificava la classificazione in M, dando pertanto la possibilità ai rivenditori di commercializzarlo e scatenando tutta una serie di polemiche (vedi qui).

Tornando alla questione iniziale, i giochi sono i seguenti:

  • Assassin’s Creed
  • Call of Duty 4: Modern Warfare
  • Conan
  • The Darkness
  • Clive Barker’s Jericho
  • Kane & Lynch: Dead Men
  • Manhunt 2
  • Resident Evil: The Umbrella Chronicles
  • John Woo Presents Stranglehold
  • Timeshift

Beh, senz’altro questa classifica è di aiuto: l’assegnazione di un giudizio di “rating” ai videogiochi può risolvere questo annoso problema (ed è sempre meglio della censura, che sicuramente non è “giusta”). Spero soltanto che i genitori la seguano, in modo tale che non rompano le scatole quando i loro figli si mettono a giocare con giochi violenti che LORO hanno comprato!!! Se ci fosse maggiore attenzione a questi particolari da parte di tutti (anche i rivenditori, s’intende), non ci sarebbe nessun problema a vedere sugli scaffali giochi come Manhunt (che io peraltro trovo schifoso)! E, comunque, bisogna ricordare che le fonti di violenza sono da ricercare anche da altre parti, non solo nei videogiochi: non solo nei film, ma anche nei telegiornali, quelli che tutti siamo costretti a vedere per informarci di cosa accade su questo mondo pazzo! E secondo me proprio quello è il media più violento, visto che, mentre negli altri casi sappiamo che è finzione, lì è tutto vero!!! Ma è solo un’opinione personale…

Come ultima riflessione, bisogna sempre considerare l’effetto che può provocare un divieto… per spiegarlo al meglio, ecco un frammento tratto dalla famosa sitcom “The War at Home”, dove Dave spiega proprio questa cosa…😀

 


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