Michael Jackson – The Memorial: l’ultimo saluto del mondo al Re del Pop

8 07 2009

Commozione: questo è quello che ho provato assistendo alla trasmissione del Michael Jackson Memorial. Ma è veramente difficile esprimere solo con questa parola tutto quello che ho sentito in quest’occasione. La BBC World, sul digitale terrestre, è riuscita a trasmettere tutto l’evento, minimizzando i commenti esterni, e mostrando tutto l’affetto che i famigliari, decine di personaggi del mondo dello spettacolo e della politica e centinaia di migliaia di fans hanno dato l’ultimo saluto al grande Re del Pop, in uno spettacolo durato circa 3 ore a lui interamente dedicato. Ogni testimonianza o esibizione era splendida e commovente allo stesso tempo. Il culmine si è raggiunto sicuramente quando in coro sono stati intonati i brani “We are the World” (che Michael aveva scritto insieme a Lionel Richie nel 1985 in occasione della manifestazione di beneficenza USA for Africa) e “Heal the World“, e quando la figlia Paris, scoppiando in lacrime, dice “tu eri il miglior papà del mondo“.

Per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di seguire in diretta l’evento, volevo segnalare che internet già viene in soccorso: potete già trovare infatti il video integrale dell’evento sui P2P (vi consiglio di usare torrent, che consente di scaricare una versione in Full HD 1080i e audio Dolby Digital registrato direttamente dalla TV americana CNN: qui trovate un pò di link).

Ancora una volta, da fan ormai da vent’anni di questo grande artista, mi sento di dire

GRAZIE DI TUTTO MICHAEL!

MJ LIVES IN OUR HEARTS 4EVER!!!

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Oggi i funerali di Michael Jackson, in Mondovisione

7 07 2009

Oggi, alle ore 17 italiane, si svolgeranno i funerali di Michael Jackson,Michael Jackson in forma privata. Dalle 19, invece, l’evento sarà trasmesso in diretta televisiva in Mondovisione, fino alle 22 circa: in Italia, saranno SkyTG24 e Italia 1 (potrà essere visto anche sulla CNN, Fox News e sul canale BBC World) a trasmettere la cerimonia che si terrà presso lo Staples Center di Los Angeles.

Questo blog (e il sottoscritto), come molti altri, si unisce a tutti i fans di tutto il mondo per dare l’ultimo saluto ad uno degli artisti contemporanei che ha cambiato la storia della musica (e non solo).

GOODBYE, KING OF POP!

E grazie per tutto ciò che ci hai dato ed insegnato con la tua musica!

Michael_Jackson_Gone2Soon





Terremoto in Abruzzo: possiamo dare una mano!

6 04 2009

Il mio amico Flid, del blog “I nostri ricordi animati“, mi segnala un’iniziativa a sostegno delle numerose vittime del terremoto in Abruzzo, che stanotte alle 3.30 ha devastato gran parte di questa regione con la sua Magnitudo 5.8 della Scala Richter. Qui a Roma, dove vivo, ancora ricordo come il mio palazzo ha oscillato in seguito a quella potente scossa di terremoto. In questo triste giorno, la macchina della solidarietà non si è fermata, e anche noi, popolo del web, possiamo dare una mano.

I blog e i siti devono tenersi per mano e come una catena possono così aiutare chi ha bisogno. Ognuno di noi può aiutare! Vi riporto qua sotto i dati che avete bisogno per sostenere l’iniziativa di Mediafriends: anche un piccolo contributo può fare molto, in queste occasioni!

CODICE IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387

INTESTATO A: MEDIAFRIENDS

CAUSALE DEL VERSAMENTO: ” TERREMOTO ABRUZZO”

Per inviare beni di prima necessità potete chiamare la protezione civile allo 06 68201.

Altre iniziative:

SMS al 48580 (Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia)

Gli operatori di telefonia mobile TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza.

Bonifico, Carta di Credito, Vaglia Postale (Caritas Italiana)

Per sostenere gli interventi in corso (causale “TERREMOTO ABRUZZO”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013  o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
* Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
* Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma –  Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
* Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma  – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
* CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Bonifico, Vaglia Postale (Croce Rossa Italiana)

C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.
Codice IBAN relative sono: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 – X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Bonifico o Vaglia Postale (Poste Italiane)

A partire da oggi è attivo il conto corrente 10 40 0000 che Poste Italiane ha messo a disposizione per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta della Regione Abruzzo. I sottoscrittori potranno versare i loro contributi in tutti i 14 mila uffici postali attraverso bollettino di conto corrente postale o direttamente online.

Bonifico (UniCredit, Banca Mps, Intesa Sanpaolo)

Conto corrente intestato a “Solidarietà terremoto Abruzzo”, aperto presso UniCredit Banca di Roma IBAN: IT 96 S 03002 05132 000414414414.

Conto corrente intestato “pro-terremotati Abruzzo” aperto presso da Banca Mps
IBAN: IT 33 E 01030 14200 00008620017
È possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141.

Conto corrente intestato “Un aiuto subito-Terremoto dell’Abruzzo” aperto presso Intesa Sanpaolo
IBAN: IT 03 B 03069 05061100000000144.

Donazioni alimentari

La Fondazione Banco Alimentare Onlus ha fatto sapere che i privati possono fare una donazione in denaro, mentre non sarà possibile accettare donazioni in generi. Le aziende alimentari potranno invece donare direttamente anche cibo. Il Banco Alimentare ha attivato alcuni immediati canali a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto: conto corrente postale N. 28748200, intestato a Fondazione Banco Alimentare Onlus, causale: emergenza terremoto Abruzzo. Per tutte le informazioni, è stata aperta anche una pagina Web.

Offerte di ospitalità per i terremotati

La Protezione civile Abruzzo ha messo a disposizione un numero verde attivo 24 ore su 24 per richiedere informazioni:  800860146. Resta attivo 24 ore su 24 anche il numero della Protezione civile Abruzzo: 80.35.55.
Per segnalazioni di offerte di alloggio alle persone terremotate potete scrivere un’e-mail alla Protezione civile: ufficiovre@protezionecivile.it.

Ringrazio tutti per l’attenzione.





Internet e Telecomunicazioni: l’Europa si muove, finalmente!

5 04 2009

Ormai sappiamo per certo che le TLC in molti Paesi sono un disastro, e non solo dal punto di vista delle infrastrutture (vedi l’Italia): mi riferisco in particolare alle leggi che alcuni Stati hanno approvato (Francia in primis) o stanno discutendo (tra cui il nostro bel Paese) che in qualche modo limitano la libertà della rete e violano la privacy degli utenti in nome della caccia a tutti coloro che violano il diritto d’autore (magari mascherandolo da tentativo di salvaguardia dei cittadini dalla criminalità organizzata). La legge Sarkozy è un chiaro esempio da questo punto di vista, ma anche in Italia non siamo da meno, dopo le proposte di legge portate avanti dagli “onorevoli” D’Alia, Carlucci e Barbareschi (questi due, poi, “tutto un dire”). Abbiamo anche capito che non si tratta di una questione di “destra” o “sinistra”: almeno in Italia, tutti gli schieramenti politici hanno dato grande prova della loro “approfondita” conoscenza delle rete e di come bisogna tutelare le lobby create dalle major, che fanno di tutta l’erba un fascio…

Il bello è che, almeno per una volta, la politica (non statale, questo è vero) viene in soccorso. Alla fine del mese scorso, il Parlamento Europeo ha approvato, 481 voti favorevoli contro 25 contrari e 21 astensioni la Raccomandazione Lambrinidis, un documento che sostiene l‘intercettazione digitale e il controllo dei dati esclusivamente nel rispetto dei diritti di privacy, ribadendo in questo modo che la strategia repressiva non è compatibile con i diritti fondamentali dei cittadini europei (ossia privacy e libertà di espressione, prioritari rispetto a tutto il resto).Internet dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione“, si legge nel documento. L’illegalità e i crimini digitali devono essere “combattuti con efficacia e determinazione“, ma l’intercettazione e il controllo del traffico online non possono essere considerate azioni preventive accettabili. L’accesso alla Rete, inoltre, “non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private“.

Ancora una novità, però, non potrà che renderci felici, soprattutto noi Italiani, dove abbiamo un bel mercato delle TLC anomalo. La Commissione UE, il Parlamento UE e il Consiglio UE sono ad un passo da uno storico accordo che porterà all’istituzione di un Garante Europeo per le Telecomunicazioni. Il Berec – questo il nome del nuovo organismo delle TLC – sarà attivo probabilmente dal gennaio 2010 e a quanto pare disporrà di ampi poteri. Potrà contestare le iniziative dei Garanti nazionali, prima con una segnalazione formale e poi dopo due anni con ordini vincolanti. Riguardo a questa ultima cosa, il dibattito è ancora aperto in UE, ma ciò non toglie che, in alto e fuori dall’Italia, c’è qualcuno che è sensibile a problemi anomali come quelli che nascono e vivono nel nostro Paese. Incrociamo le dita…





Terra: Punto di non ritorno

29 03 2009

Dopo la giornata di ieri 28 marzo, “L’ora della Terra”, nella quale molte città del mondo hanno aderito spegnendo per un’ora le luci dei propri monumenti, vi propongo questo articolo che ho trovato, che fa molto riflettere sul problema del cambiamento climatico e fino a dove la nostra civiltà si sta spingendo…

Il cambiamento climatico è già oltre il punto di non ritorno. Impensabile invertirne l’andamento, almeno per i prossimi secoli, perché ciò che decideremo oggi potrà solo cercare di mitigarne gli effetti. Questo è il quadro, non certo allegro, che ha recentemente disegnato Susan Solomon, “chief scientist” del Noaa, la prestigiosa agenzia Usa per il monitoraggio degli oceani e dell’atmosfera. Un quadro che ribadisce l’importanza delle due aree polari e degli oceani nel regolare la complessa termodinamica della Terra. Questo gigantesco radiatore planetario sembra però ormai irreversibilmente messo in crisi dalle alte concentrazioni di CO2 nella nostra atmosfera.

Il nostro studio mostra che le scelte che si fanno oggi in termini di emissioni di CO2 avranno ricadute che cambieranno irreversibilmente la faccia del nostro Pianeta per almeno i prossimi mille anni“, sottolinea senza mezzi termini la scienziata statunitense, che è tra l’altro una delle figure di punta dell’Ipcc, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici. Che la CO2 riversata in atmosfera può rimanervi per migliaia di anni è un fatto noto da tempo, ma i risultati di Solomon gettano una nuova luce sulle conseguenze a lungo termine. Lasciare che la concentrazione di anidride carbonica, cresciuta dalle 280 ppm (parti per milione) dell’inizio dell’era industriale alle 380 di oggi, arrivi fino a 480 o addirittura 600 ppm. In realtà questo processo è già ben visibile proprio nelle zone polari.

Insieme agli oceani, i ghiacci si riscaldano rallentando l’innalzamento di temperature, proprio come farebbe l’impianto di raffreddamento di un motore, ma mostrano la corda. Al punto che nei prossimi secoli gli oceani rischiano addirittura di ricominciare a lavorare in senso opposto, mantenendo il calore invece di raffreddare. Quanto rapide possano essere queste inversioni lo mostrano anche il continuo restringimento della banchisa artica che ha perso oltre il 30% di massa rispetto al 1979, ma anche gli ultimi dati provenienti dal Polo Sud. In “Nature”, Eric Steig ha finalmente chiarito il rompicapo delle temperature più fredde delle zone più interne dell’Antartide, in assoluta controtendenza rispetto a quello che sta succedendo nella Penisola antartica che si estende verso il Sudamerica.

Il raffreddamento, fino a poco tempo fa inspiegabile, sarebbe dovuto al cosiddetto “buco dell’ozono” che provoca dei venti occidentali circumpolari più forti sulla parete occidentale del continente. Un’ambiguità che era diventata un’argomentazione per gli scettici del cambiamento climatico e una spina nel fianco per i climatologi. L’analisi di Steig ha fatto tesoro dei dati rilevati dai satelliti, i quali stanno offrendo maggiori possibilità di analisi dei fenomeni e ha tagliato il nodo. La sua ricostruzione delle serie di temperature mostra invece che nell’ultimo mezzo secolo vi è stata una tendenza al riscaldamento non solo della Penisola Antartica, ma anche nella calotta Occidentale e in quella Orientale. “E’ un riscaldamento in linea con quanto avvenuto nel resto dell’emisfero meridionale (sottolineano gli esperti) difficile da spiegare senza un incremento della forzante solare associato all’aumento di concentrazione dei gas serra“.

Le tendenze future delle temperature sull’Antartide dipenderanno anche da come le variazioni di composizione dell’atmosfera influenzeranno la quantità di ghiaccio marino dell’emisfero australe e la circolazione atmosferica regionale, ma lo scenario, secondo Solomon, rischia di diventare letteralmente bollente. Lasciare che la CO2 nell’atmosfera aumenti ai ritmi attuali fino a livelli tra i 480 e i 600 ppm, sarebbe l’equivalente di infilare un cacciavite nel radiatore della propria auto. In meno di un secolo l’Europa meridionale, e quindi proprio la fascia mediterranea dove si trova anche l’Italia, vedrebbe una riduzione di precipitazioni e inaridimento a livello del Nord Africa, del Sud Ovest americano o dell’Ovest dell’Australia.

Uno scenario drammatico, per scongiurare il quale le tecnologie e le soluzioni disponibili oggi non sembrano certamente sufficienti, tanto più che il taglio delle emissioni continua ad incontrare una forte resistenza da parte di molti Paesi in questo momento di crisi. La proposta più radicale, ma anche più innovativa, è arrivata recentemente da James Lovelock, scienziato ambientalista ideatore dell’ipotesi “Gaia“, che propone di puntare sull’energia nucleare per i prossimi 20-30 anni mentre si sviluppano energie pulite di nuova generazione, ma soprattutto sottrarre CO2 dall’atmosfera su grande scala. Come? Con la tecnologia più vecchia del mondo, l’agricoltura. “La biosfera assorbe 550 gigatonnellate di CO2 ogni anno, mentre l’uomo è responsabile dell’emissione di circa 30 (ha spiegato lo scienziato). Basterebbe bruciare in assenza di ossigeno una quote di residui agricoli e forestali trasformandoli in carbone e seppellirli, per ridurre la CO2 nell’atmosfera senza sussidi e con effetti benefici per il terreno“.

Da  “Nova” 12/02/2009, “Il Sole 24 Ore”, articolo di Guido Romeo.





Ridurre gli sprechi d’energia? Mica è così difficile!!!

28 02 2009

L’altro giorno stavo leggendo un interessantissimo articolo sul sito de Il Sole 24 Ore che parlava di come risparmiare energia in maniera facile e veloce, evitando di far sgonfiare sia il nostro portafoglio che quello collettivo, nonchè riducendo l’inquinamento. Ritengo che ognuno di noi deve dare il proprio contributo a ridurre gli sprechi di energia, considerando che non c’è da rimetterci nulla!!! E’ questo il modo di procedere per assicurarci un futuro migliore, senza toglierci niente! Spesso è proprio con le piccole cose che si riesce, come dire, a “cambiare il mondo”. Non scordiamocelo mai!!!

Vi riporto sotto l’intero testo dell’articolo. Per correttezza, vi dico che l’autrice è Manuela Soressi:

Ogni famiglia italiana potrebbe ridurre le emissioni di gas serra di circa 2 tonnellate l’anno, risparmiando pure sulle bollette di casa. «Evitare gli sprechi, preferire prodotti locali e di stagione, ridurre gli imballaggi, fare la raccolta differenziata, avere un occhio attento ai consumi energetici: sono queste le best practises sostenibili da adottare ogni giorno», suggerisce Gaetano Zipoli, ricercatore all’Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze (Ibimet-Cnr). E l’eco-giornata tipo si vede già dal mattino.

In casa

Prima regola: chiudere il rubinetto mentre ci si rade o ci si lava i denti. Un piccolo gesto che, oltre a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, permette di risparmiare anche 50 litri di acqua e quindi di alleggerire la bolletta. Doppio vantaggio, ecologico ed economico, anche se si utilizzano la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico e si lasciano asciugare i panni in modo naturale anziché ricorrere all’asciugabiancheria. Altra buona idea: sostituire le tradizionali lampadine a incandescenza con quelle fluorescenti, che consumano fino a cinque volte di meno e riducono dell’80% le emissioni di Co2. Quando si cucina è bene abituarsi a coprire le pentole con il coperchio oppure scegliere quelle a pressione e, anziché mettere in frigo i cibi ancora caldi, lasciarli raffreddare a temperatura ambiente. Oltre a questi piccoli accorgimenti domestici, si può anche intervenire in maniera più massiccia sulla propria abitazione, migliorando l’isolamento termico di pavimenti, tetto e pareti, e installando serramenti nuovi e doppi vetri. L’ideale è partire dalla diagnosi energetica della casa, in modo da sottoporla poi a una vera e propria riqualificazione in chiave eco-compatibile. Come quella attuata sull’edificio-prototipo Casakyoto, che verrà aperto oggi a Gavirate (Varese). Grazie alla domotica, alle energie alternative, alla ventilazione meccanica e all’isolamento di pareti, pavimenti, impianti di scarico e finestre vengono azzerate le emissioni causate dalla combustione di gas per usi domestici e di riscaldamento.


In ufficio
Il bon-ton dell’ecocondotta entra anche nel mondo del lavoro. Basta con l’aria condizionata a manetta che obbliga ad andare in ufficio con il maglione anche in estate e che resta sempre accesa. Meglio spegnere il condizionatore quando non è necessario, fare in modo che non sia esposto al sole e tenere chiuse le porte delle stanze climatizzate. Ma addio anche al riscaldamento così alto da costringere a vestirsi leggeri leggeri pure in pieno inverno: abbassare il termostato di appena un grado, da 21° a 20°, può far risparmiare fino a 300 chili di CO2 l’anno.
C’è poi il capitolo computer: bisogna ricordarsi di inserire la funzione stand-by e di spegnerlo sempre a fine giornata. Anche limitarsi a stampare solo i documenti necessari è un piccolo gesto intelligente. Il passo in più? Scegliere l’opzione fronte-retro, inserire più pagine in una sola facciata, optare per la bassa risoluzione e verificare in “anteprima di stampa” che la pagina sia corretta per evitare di doverla ristampare. Infine: mai pensato di andare in ufficio usando i mezzi pubblici anziché l’auto, magari anche un solo giorno a settimana? Ma se proprio non si può rinunciare all’automobile, perché non condividerla con i colleghi? Così si eviteranno fino a 1.200 chili di CO2 l’anno, si divideranno le spese e non si rimarrà più soli al volante.


Al supermercato
Prendiamo l’acqua minerale: se non si può bere l’acqua del rubinetto, meglio scegliere i contenitori di vetro o perlomeno ridurre il numero delle bottiglie acquistate, preferendo le grandi alle piccole, perché la loro produzione provoca l’emissione di un maggior quantitativo di CO2. Riso, pasta, frutta secca, detersivi e vino si possono comprare sfusi alla spina, così si riducono gli imballaggi e il costo ambientale della loro movimentazione. Per frutta e verdura meglio rivolgersi ai prodotti di stagione, preferibilmente locali e acquistati direttamente dai produttori biologici. Se poi, oltre a scegliere con più consapevolezza quale frutta e verdura mettere nel carrello della spesa, ci si sforza anche di consumarne di più allora si compie un altro gesto virtuoso. «Per produrre una kcaloria di carne – spiega Zipoli – serve 11 volte l’energia fossile necessaria a produrre un alimento vegetale». Ridurre i consumi di carne significa anche opporsi alla conversione in pascoli di migliaia di ettari di foreste, i principali assorbitori naturali di CO2. Le foreste si difendono anche sostituendo i tovaglioli e fazzolettini di carta con quelli di stoffa o scegliendo quelli realizzati in carta riciclata, possibilmente non sbiancata con cloro. Bando, poi, alle bombolette spray di deodoranti e profumi: contengono dei gas la cui capacità di trattenere il calore risulta oltre 20 volte superiore all’anidride carbonica; meglio quelle “no-gas”.
Lo shopping “verde” non è sensibile solo al contenuto del carrello della spesa, ma anche ai contenitori. Eliminare completamente gli oltre 4 miliardi di sacchetti di plastica che vengono usati ogni anno in Italia significherebbe ridurre di circa 200mila tonnellate le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ecco perché dal 1° gennaio 2010 entrerà in vigore una direttiva comunitaria che vieta la produzione e la commercializzazione dei vecchi sacchetti in plastica. Ma c’è chi si è già messo avanti e usa shopper in cotone o tela oppure sacchetti eco-compatibili, ottenuti da amidi e olii vegetali, da riutilizzare poi per la raccolta differenziata dei rifiuti organici.”

Da Il Sole 24 Ore





Obama Presidente

22 01 2009

Un pò in ritardo, ma anche io ci tengo a dedicare un post al neo-presidente degli Stati Uniti. Niente commenti, niente spiegazioni: solo i video del suo discorso, che sono riuscito a trovare su Youtube, persino in italiano! In basso, invece, trovereteuno dei video della sua campagna elettorale, che in maniera divertente mette in risaltro i problemi dell’America (i più attenti riconosceranno la pubblicità della Birra Bud di qualche anno fa, i protagonisti sono gli stessi). Mi colpisce molto il suo carisma, le sue idee, e il fatto che è giovane: tutto in netto contrasto con quello che succede nel nostro paese!