Romics 2009: dura sempre troppo poco…

13 10 2009

E anche quest’anno è finito il Romics, svoltosi dall’8 al 11 ottobre 2009. La fiera del fumetto di Roma anche quest’anno si è svolta alla Nuova Fiera di Roma, ottimamente collegata dal trenino metropolitano (sul quale era già possibile assaporare, fin dal mattino, un pò lo spirito goliardico della fiera, con tutti i ragazzi e i cosplay pronti ad animare l’evento). Quest’anno i padiglioni dedicati alla Fiera erano l’11 e il 12, e quindi c’era una differenza con gli anni passati: purtroppo non è stato utilizzato il padiglione dedicato alle conferenze e agli eventi. Quella che descriverò è la giornata di sabato.

Il padiglione degli stand; Come al solito, il locale era ben pieno di bancarelle che avevano di tutto e di più! Per chi era alla ricerca di fumetti, putroppo, la maggior parte li vendeva a prezzo di copertina, anche se era possibile trovare quei 3-4  espositori che avevano fumetti a 1-2 euro. Ben fornite anche le bancarelle con gadget. Gli appassionati di armi fantasy, invece, hanno potuto deliziare il proprio palato con ben 2 espositori ben forniti di spade, pugnali e chi più ne ha più ne metta. Interessanti 2 espositori: uno  aveva come “ragazza vetrina” una giapponese  che sembrava uscita veramente da un manga; l’altro era quello dell’AG Press, dove due ragazze con un superfisico (i maschietti ringrazieranno) presentavano il primo volume della Collana “Cover Art”, “Lucifera”! Nella parte dedicata all’intrattenimento videoludico era possibile saggiare la tecnologia 3D Vision di Nvidia. Quest’anno le gare di selezione dei Cosplay si sono svolte in una stanza di questo padiglione, purtroppo: il problema era che lo spazio a disposizione era molto ridotto… chissà perchè avranno fatto questa scelta.

Il padiglione degli eventi; Qui, nel pomeriggio si è svolto un grande raduno dei fan di Star Wars, con ospite speciale l’attore Jeremy Bulloch, interprete del cacciatore di taglie Boba Fett. Il buon Jeremy ha intrattenuto il pubblico anche fuori dallo spettacolo, facendo foto e firmando autografi. Successivamente, si è svolta una sorta di evento dedicato alle nuove tendenze della moda giovanile legata alla cultura j-pop, con sfilate di moda e ospiti d’onore Misako Aoki, famosissima modella giapponese e Ambasciatrice del Kawaii designata dal Ministero degli Esteri Giapponese, insieme a Takamasa Sakurai, esperto di animazione giapponese e cultura j-pop. Interessante, soprattutto per i patiti del mondo made in Japan, almeno per quanto riguarda la moda.

Rispetto all’anno scorso la qualità dell’evento è rimasta inalterata (location del padiglione degli eventi escluso, per il quale esprimo un giudizio un pò negativo), e chiunque è andato probabilmente può confermarlo. Peccato solo che duri poco… sarebbe bello che venissero organizzati più volte eventi del genere!!! E come al solito, appuntamento all’anno prossimo, con la speranza mia personale di riuscire, quest’anno, ad andare anche al Lucca Comics & Games… 😀





Dragon Ball Online sta per uscire in Corea!

18 09 2009

Non se ne sentiva parlare da parecchio tempo… il mio primo e unico articolo su questo gioco risale ad aprile dell’anno scorso! Nessuna news e poi forse qualcosa. Finalmente però c’è una conferma: Dragon Ball Online uscirà, con alta probabilità, entro la fine dell’anno-inizi 2010  in Corea! Ad ottobre partirà il beta-test! I tempi a quanto pare si sono dilatati parecchio, visto che la deadline di uscita era prevista per l’anno scorso in Corea e quest’anno in Giappone. Ciò fa presagire, se i piani della Bandai rimangono questi, che purtroppo passerà molto tempo prima di poter vedere questo gioco in occidente, tradotto almeno in lingua inglese.

Nonostante la differenza di tempo lo staff che ha creato il videogame,promette che i giocatori saranno tranquillamente in grado di ricreare l’atmosfera del manga originale con le battaglie tipiche di Dragon Ball Budokai, si potrà partecipare ai vari Tornei Tenkaichi e  fare “missioni macchina del tempo”; ovviamente non mancheranno quest in perfetto stile di gioco MMO, che a quanto pare saranno legate alla ricerca delle 7 sfere del drago.

Se volete sapere qualche altra info sul gioco, consultate questo mio precedente post. Il sito ufficiale è disponibile a questo indirizzo.





Gratis Unreal Tournament 3 questo fine settimana!

17 09 2009

Per festeggiare il rilascio della prima versione dimostrativa di Unreal Tournament, avvenuta appunto nel 1999, la Epic Games ha deciso di permettere a tutti di scaricare, a partire dalle 21 di oggi fino a domenica, il client di gioco di Unreal Tournament III. Basta collegarsi a Steam (su questa pagina) e scaricarlo.

Sempre per questa occasione Epic offre a prezzo scontato Unreal Tournament 3 Black Edition e Unreal Deal Pack (contiene Unreal 2: The Awakening, Unreal Tournament 3 Black, Unreal Tournament 2004: Editor’s Choice Edition, Unreal Tournament: Game of the Year Edition e Unreal Gold). Riguardo al primo, non è raro trovare in rete il gioco a prezzo più basso: considerate che su Play.com Unreal Tournament 3 costa circa 13 euro, mentre la versione Limited costa minimo 21 euro!

A parte quest’ultimo appunto, direi che questo fine settimana è un buon momento per provare questo gioco se nn l’avete fatto, dato che usarlo online è veramente eccezionale! Vi ricordo che il motore grafico, l‘Unreal Engine 3.0 (usato purtroppo in maniera eccessiva in molti giochi degli ultimi 2 anni) è abbastanza leggero, e UT3 funziona perfettamente anche su computer vecchi di 5-6 anni (considerate che io ci ho giocato su un vetusto P4 2.6 GHz, 1 GB DDR Ram e Nvidia 6800 GT 256 MB!, a 1280×1024, e non c’era nessun problema di fluidità). In ogni caso vi riporto i requisiti:

  • XP SP2/Vista
  • 2.0 GHz single core CPU (2.4 GHz dual core CPU or faster recommended)
  • 512 MB RAM (1.0 GB RAM or greater recommended)
  • 8.0 GB hard disk drive space
  • NVIDIA 6200 or ATI 9600 video card (NVIDIA 7800GTX or ATI X1300 or faster recommended)
  • DirectX 9.0c compliant sound card
  • Internet (TCP/IP) and LAN (TCP/IP) play supported.





Michael Jackson – The Memorial: l’ultimo saluto del mondo al Re del Pop

8 07 2009

Commozione: questo è quello che ho provato assistendo alla trasmissione del Michael Jackson Memorial. Ma è veramente difficile esprimere solo con questa parola tutto quello che ho sentito in quest’occasione. La BBC World, sul digitale terrestre, è riuscita a trasmettere tutto l’evento, minimizzando i commenti esterni, e mostrando tutto l’affetto che i famigliari, decine di personaggi del mondo dello spettacolo e della politica e centinaia di migliaia di fans hanno dato l’ultimo saluto al grande Re del Pop, in uno spettacolo durato circa 3 ore a lui interamente dedicato. Ogni testimonianza o esibizione era splendida e commovente allo stesso tempo. Il culmine si è raggiunto sicuramente quando in coro sono stati intonati i brani “We are the World” (che Michael aveva scritto insieme a Lionel Richie nel 1985 in occasione della manifestazione di beneficenza USA for Africa) e “Heal the World“, e quando la figlia Paris, scoppiando in lacrime, dice “tu eri il miglior papà del mondo“.

Per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di seguire in diretta l’evento, volevo segnalare che internet già viene in soccorso: potete già trovare infatti il video integrale dell’evento sui P2P (vi consiglio di usare torrent, che consente di scaricare una versione in Full HD 1080i e audio Dolby Digital registrato direttamente dalla TV americana CNN: qui trovate un pò di link).

Ancora una volta, da fan ormai da vent’anni di questo grande artista, mi sento di dire

GRAZIE DI TUTTO MICHAEL!

MJ LIVES IN OUR HEARTS 4EVER!!!

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Oggi i funerali di Michael Jackson, in Mondovisione

7 07 2009

Oggi, alle ore 17 italiane, si svolgeranno i funerali di Michael Jackson,Michael Jackson in forma privata. Dalle 19, invece, l’evento sarà trasmesso in diretta televisiva in Mondovisione, fino alle 22 circa: in Italia, saranno SkyTG24 e Italia 1 (potrà essere visto anche sulla CNN, Fox News e sul canale BBC World) a trasmettere la cerimonia che si terrà presso lo Staples Center di Los Angeles.

Questo blog (e il sottoscritto), come molti altri, si unisce a tutti i fans di tutto il mondo per dare l’ultimo saluto ad uno degli artisti contemporanei che ha cambiato la storia della musica (e non solo).

GOODBYE, KING OF POP!

E grazie per tutto ciò che ci hai dato ed insegnato con la tua musica!

Michael_Jackson_Gone2Soon





Internet e Telecomunicazioni: l’Europa si muove, finalmente!

5 04 2009

Ormai sappiamo per certo che le TLC in molti Paesi sono un disastro, e non solo dal punto di vista delle infrastrutture (vedi l’Italia): mi riferisco in particolare alle leggi che alcuni Stati hanno approvato (Francia in primis) o stanno discutendo (tra cui il nostro bel Paese) che in qualche modo limitano la libertà della rete e violano la privacy degli utenti in nome della caccia a tutti coloro che violano il diritto d’autore (magari mascherandolo da tentativo di salvaguardia dei cittadini dalla criminalità organizzata). La legge Sarkozy è un chiaro esempio da questo punto di vista, ma anche in Italia non siamo da meno, dopo le proposte di legge portate avanti dagli “onorevoli” D’Alia, Carlucci e Barbareschi (questi due, poi, “tutto un dire”). Abbiamo anche capito che non si tratta di una questione di “destra” o “sinistra”: almeno in Italia, tutti gli schieramenti politici hanno dato grande prova della loro “approfondita” conoscenza delle rete e di come bisogna tutelare le lobby create dalle major, che fanno di tutta l’erba un fascio…

Il bello è che, almeno per una volta, la politica (non statale, questo è vero) viene in soccorso. Alla fine del mese scorso, il Parlamento Europeo ha approvato, 481 voti favorevoli contro 25 contrari e 21 astensioni la Raccomandazione Lambrinidis, un documento che sostiene l‘intercettazione digitale e il controllo dei dati esclusivamente nel rispetto dei diritti di privacy, ribadendo in questo modo che la strategia repressiva non è compatibile con i diritti fondamentali dei cittadini europei (ossia privacy e libertà di espressione, prioritari rispetto a tutto il resto).Internet dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione“, si legge nel documento. L’illegalità e i crimini digitali devono essere “combattuti con efficacia e determinazione“, ma l’intercettazione e il controllo del traffico online non possono essere considerate azioni preventive accettabili. L’accesso alla Rete, inoltre, “non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private“.

Ancora una novità, però, non potrà che renderci felici, soprattutto noi Italiani, dove abbiamo un bel mercato delle TLC anomalo. La Commissione UE, il Parlamento UE e il Consiglio UE sono ad un passo da uno storico accordo che porterà all’istituzione di un Garante Europeo per le Telecomunicazioni. Il Berec – questo il nome del nuovo organismo delle TLC – sarà attivo probabilmente dal gennaio 2010 e a quanto pare disporrà di ampi poteri. Potrà contestare le iniziative dei Garanti nazionali, prima con una segnalazione formale e poi dopo due anni con ordini vincolanti. Riguardo a questa ultima cosa, il dibattito è ancora aperto in UE, ma ciò non toglie che, in alto e fuori dall’Italia, c’è qualcuno che è sensibile a problemi anomali come quelli che nascono e vivono nel nostro Paese. Incrociamo le dita…





Terra: Punto di non ritorno

29 03 2009

Dopo la giornata di ieri 28 marzo, “L’ora della Terra”, nella quale molte città del mondo hanno aderito spegnendo per un’ora le luci dei propri monumenti, vi propongo questo articolo che ho trovato, che fa molto riflettere sul problema del cambiamento climatico e fino a dove la nostra civiltà si sta spingendo…

Il cambiamento climatico è già oltre il punto di non ritorno. Impensabile invertirne l’andamento, almeno per i prossimi secoli, perché ciò che decideremo oggi potrà solo cercare di mitigarne gli effetti. Questo è il quadro, non certo allegro, che ha recentemente disegnato Susan Solomon, “chief scientist” del Noaa, la prestigiosa agenzia Usa per il monitoraggio degli oceani e dell’atmosfera. Un quadro che ribadisce l’importanza delle due aree polari e degli oceani nel regolare la complessa termodinamica della Terra. Questo gigantesco radiatore planetario sembra però ormai irreversibilmente messo in crisi dalle alte concentrazioni di CO2 nella nostra atmosfera.

Il nostro studio mostra che le scelte che si fanno oggi in termini di emissioni di CO2 avranno ricadute che cambieranno irreversibilmente la faccia del nostro Pianeta per almeno i prossimi mille anni“, sottolinea senza mezzi termini la scienziata statunitense, che è tra l’altro una delle figure di punta dell’Ipcc, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici. Che la CO2 riversata in atmosfera può rimanervi per migliaia di anni è un fatto noto da tempo, ma i risultati di Solomon gettano una nuova luce sulle conseguenze a lungo termine. Lasciare che la concentrazione di anidride carbonica, cresciuta dalle 280 ppm (parti per milione) dell’inizio dell’era industriale alle 380 di oggi, arrivi fino a 480 o addirittura 600 ppm. In realtà questo processo è già ben visibile proprio nelle zone polari.

Insieme agli oceani, i ghiacci si riscaldano rallentando l’innalzamento di temperature, proprio come farebbe l’impianto di raffreddamento di un motore, ma mostrano la corda. Al punto che nei prossimi secoli gli oceani rischiano addirittura di ricominciare a lavorare in senso opposto, mantenendo il calore invece di raffreddare. Quanto rapide possano essere queste inversioni lo mostrano anche il continuo restringimento della banchisa artica che ha perso oltre il 30% di massa rispetto al 1979, ma anche gli ultimi dati provenienti dal Polo Sud. In “Nature”, Eric Steig ha finalmente chiarito il rompicapo delle temperature più fredde delle zone più interne dell’Antartide, in assoluta controtendenza rispetto a quello che sta succedendo nella Penisola antartica che si estende verso il Sudamerica.

Il raffreddamento, fino a poco tempo fa inspiegabile, sarebbe dovuto al cosiddetto “buco dell’ozono” che provoca dei venti occidentali circumpolari più forti sulla parete occidentale del continente. Un’ambiguità che era diventata un’argomentazione per gli scettici del cambiamento climatico e una spina nel fianco per i climatologi. L’analisi di Steig ha fatto tesoro dei dati rilevati dai satelliti, i quali stanno offrendo maggiori possibilità di analisi dei fenomeni e ha tagliato il nodo. La sua ricostruzione delle serie di temperature mostra invece che nell’ultimo mezzo secolo vi è stata una tendenza al riscaldamento non solo della Penisola Antartica, ma anche nella calotta Occidentale e in quella Orientale. “E’ un riscaldamento in linea con quanto avvenuto nel resto dell’emisfero meridionale (sottolineano gli esperti) difficile da spiegare senza un incremento della forzante solare associato all’aumento di concentrazione dei gas serra“.

Le tendenze future delle temperature sull’Antartide dipenderanno anche da come le variazioni di composizione dell’atmosfera influenzeranno la quantità di ghiaccio marino dell’emisfero australe e la circolazione atmosferica regionale, ma lo scenario, secondo Solomon, rischia di diventare letteralmente bollente. Lasciare che la CO2 nell’atmosfera aumenti ai ritmi attuali fino a livelli tra i 480 e i 600 ppm, sarebbe l’equivalente di infilare un cacciavite nel radiatore della propria auto. In meno di un secolo l’Europa meridionale, e quindi proprio la fascia mediterranea dove si trova anche l’Italia, vedrebbe una riduzione di precipitazioni e inaridimento a livello del Nord Africa, del Sud Ovest americano o dell’Ovest dell’Australia.

Uno scenario drammatico, per scongiurare il quale le tecnologie e le soluzioni disponibili oggi non sembrano certamente sufficienti, tanto più che il taglio delle emissioni continua ad incontrare una forte resistenza da parte di molti Paesi in questo momento di crisi. La proposta più radicale, ma anche più innovativa, è arrivata recentemente da James Lovelock, scienziato ambientalista ideatore dell’ipotesi “Gaia“, che propone di puntare sull’energia nucleare per i prossimi 20-30 anni mentre si sviluppano energie pulite di nuova generazione, ma soprattutto sottrarre CO2 dall’atmosfera su grande scala. Come? Con la tecnologia più vecchia del mondo, l’agricoltura. “La biosfera assorbe 550 gigatonnellate di CO2 ogni anno, mentre l’uomo è responsabile dell’emissione di circa 30 (ha spiegato lo scienziato). Basterebbe bruciare in assenza di ossigeno una quote di residui agricoli e forestali trasformandoli in carbone e seppellirli, per ridurre la CO2 nell’atmosfera senza sussidi e con effetti benefici per il terreno“.

Da  “Nova” 12/02/2009, “Il Sole 24 Ore”, articolo di Guido Romeo.