Il porno in internet

7 09 2008

Questo video pubblicato sul canale Youtube di Beppe Grillo fa veramente pensare…





V2-Day: Beppe sbanca di nuovo! (Raccolta video dell’evento)

27 04 2008

Come il primo V-Day, anche questo secondo V2-Day sembra che sia stato un successo: più di Beppe Grillo100.000 persone hanno partecipato all’evento di Piazza S. Carlo a Torino (nonostante alcuni mezzi d’informazione ne contavano moooolti di meno), migliaia in tutta Italia e nel mondo (il sito di Beppe Grillo riporta all’incirca 2 milioni di persone partecipanti). I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme autenticate; aspettiamo ancora quelli definitivi. Io sono riuscito a seguire l’evento on-line (trovate tutti i video che ho registrato da C6.tv qui sotto, escluso il primo [quello in anteprima] che ho trovato su Youtube), e commento positivamente il tutto. Non si è affrontato solo l’argomento centrale, ossia la libertà d’informazione, ma si è spaziato anche su altri temi, comunque affini e/o collegati, tra cui l’ambiente, il sistema bancario italiano, le morti bianche… Un evento riuscito, a mio avviso, per lo meno per quanto riguarda la partecipazione (che ovviamente non è stata solo “fisica”, ma anche virtuale, come quella del sottoscritto), che ancora una volta mostra come il problema della libertà d’informazione viene sentito da moltissime persone, che si chiedono perchè il nostro Paese deve essere considerato dagli organismi internazionali come “parzialmente libero” da questo punto di vista (e per quale motivo, i governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, destra e sinistra, non seguano quanto dispone la comunità europea su questo tema)… Grazie ancora, Beppe, per portare alla ribalta temi che i nostri mezzi d’informazione, purtroppo, non riportano alla povera Italia!

E come dice Beppe sul suo blog “Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici” 😀 , ecco l’elenco video dell’evento V2-Day, che ho caricato su YouTube su una playlist del mio channel dedicata al V2Day:V2-Day

Sul blog di Beppe Grillo trovate una parte dell’intervento del comico genovese, in forma scritta.





Largo al V2-Day: libertà dell’informazione al primo posto!

25 04 2008

Oggi si terrà il secondo V-Day organizzato da Beppe Grillo. Questa volta, l’argomento è la libertà di V2-Day Logostampa. Secondo House of Freedom, un istituto di ricerca americano di livello internazionale, l‘Italia si trova al 79° posto per libertà d’informazione, risultando “parzialmente libera” secondo tale classifica.
Lo scopo è raccogliere le firme per tre referendum:

  • Abolizione dell’ordine dei giornalisti: l’ordine venne creato da Mussolini, e rende in effetti l’informazione meno libera;
  • Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria: ogni anno, lo Stato spende almeno 1 miliardo di euro per finanziare i giornali… ma a che cavolo serve??? In effetti, a controllare l’informazione;
  • Abolizione della legge Gasparri, sul sistema televisivo e del duopolio Partiti-Mediaset, considerata incostituzionale anche dalla comunità europea (che ha imposto una multa se entro gennaio del 2009 non venga cancellata).Beppe Grillo

La pagina ufficiale la trovate qui, gli articoli sono ovviamente sul sito di Beppe Grillo, mentre la mappa dei banchetti per le firme le trovate qui.

Il V2-Day di Torino, a cui parteciperà anche Beppe Grillo, sarà mandato in onda in diretta, dalle 15 alle 22, su:
– satellite su EcoTV canale SKY906
– on line su C6 TV.

Per capire quanto il problema sia serio ed attuale, non posso che consigliarvi di guardare questi 2 video, mentre vi rimando alla playlist di youtube del canale di BeppeGrillo.it per tutti gli altri.





Gara WiMAX: in 48 rispondono al bando.

7 12 2007

Quali sono le società che stanno partecipando alla gara per il WiMAX. Per chi ancora Wimax Logonon sa di cosa si tratta, (da Wikipedia) WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d’accesso a banda larga, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo. La possibilità di essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalle caratteristiche geografiche (si possono utilizzare sistemi WiMAX, in tutti gli ambienti, dall’urbano al rurale), rende WiMAX competitivo sul mercato per ogni tipo di utenza (dall’azienda all’utente singolo) […] La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. WiMAX ha un potenziale tale da consentire di allargare a molti milioni gli accessi ad Internet senza fili, proprio per il basso costo e la relativa facilità di implementazione della struttura: la copertura senza fili di WiMAX si misura in km², mentre la copertura Wi-Fi viene misurata in decine di m². Per questo motivo è una tecnologia che dovrebbe ridurre il digital divide. Le stazioni-base WiMAX dovrebbero riuscire a coprire intere aree metropolitane (secondo alcune dichiarazioni, una stazione base WiMAX potrebbe irraggiare connessioni Internet ad alta velocità verso abitazioni e aziende per un raggio di circa 50 Km/31 miglia) collocando ciascuna area entro una WirelessMAN e consentendo che all’interno di questa si realizzi una vera mobilità senza fili.

Sul sito del Ministero delle Comunicazioni si legge: “In relazione alla procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA), entro i termini previsti dall’articolo 7 del bando di gara pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 19 ottobre 2007 (5° serie speciale), sono pervenute le domande di partecipazione delle seguenti imprese:

1 TOTO COSTRUZIONI GENERALI
2 MERCURIO FVG
3 TEMIX SPA-TOURIST FERRY-BOATS SRL-MEDIANET COM SRL
4 BRENNER COM SPA
5 KARUPA SPA
6 ENERGIA E TERRITORIO SPA
7 CENTRAL COM
8 CONSORZIO BIT VALLEY
9 TELECOM ITALIA SPA
10 EUTELIA SPA
11 ABRUZZO ENGINEERING SCPA
12 ARIADSL SPA
13 T.SYSTEMS
14 TRIVENET
15 E-VIA GRUPPO RETELIT
16 SYSTEM HOUSE SRL
17 INFRACOM ITALIA SPA-ACANTHO SPA
18 MEDIA P.A. SRL
19 RIBES-HAL SERVICE-LAN SERVICE-INFORMATICA SYSTEM-TEX97-B.B.BELL
20 FLYNET SPA
21 ALCATEL LUCENT ITALIA SPA
22 UNIDATA SPA
23 UNO COMMUNICATIONS SPA
24 A.F.T. SPA
25 DIGITAL TELEVISION SPA
26 ASSOMAX SRL-NETTARE SRL
27 ASCO TLC
28 PROGETTO DUE SRL
29 WIMATICA S.C.A.R.L.
30 COMEC INNOVATIVE SRL
31 DCI SRL-UNIPERSONALE
32 SETECK GROUP SRL
33 BT ITALIA SPA
34 TECHGENIA SPA
35 TRENTINO NETWORK SRL
36 RAIFFEISEN ONLINE
37 R.U.N.
38 OK COM SPA
39 ITALIA BROADBAND SRL
40 MGM PRODUCTION SRL-PROFIT GROUP SPA
41 FASTWEB SPA
42 ELETTRONICA INDUSTRIALE SPA
43 NEW TELECOMMUNICATIONS SRL-MEMO SRL-FIN.SE.CO. SPA-ITQ CONSULTING SRL-NEW TELEVISION SRL
44 WIND TELECOMUNICAZIONI SPA
45 TELEINFORM SPA
46 TELEUNIT SPA
47 CITY CARRIER SRL
48 EDINFORM SPA-IM.MAR SRL-ISTITUTO S.ANNA SRL-TBS TELEVISION BROADCASTING SYSTEM SPA”

Interessante vedere la presenza di almeno due operatori di telefonia fissa e mobile, come Telecom Italia e Wind, e la curiosa mancanza di Vodafone e 3 Italia. Contemporaneamente è bene segnalare il forte interesse delle televisioni concorrenti della RAI (in maniera diretta con Telecom Italia [La7 e MTV] e indiretta con Elettronica Industriale [Mediaset]).
Ovviamente a tutto questo si aggiunge il rovescio della medaglia. Chi meglio di Beppe Grillo può spiegare tutto questo? “Per il WiMax, la tecnologia che trasmette a 50 chilometri con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide? Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato. Le frequenze per il WiMax di proprietà dello Stato saranno consegnate ai responsabili del ritardo dell’Italia che, secondo i dati dell’Unione Europea, è sotto la media dell’Europa allargata dei 27. Per facilitare l’ingresso dei grandi operatori Paolo ha fissato il prezzo d’asta complessivo di tutte le licenze WiMax in 45 milioni di euro. Un’elemosina per lo Stato. Un prezzo così basso era giustificabile per fare entrare nuovi operatori, come è successo in Francia, non per i soliti noti che guadagnano miliardi di euro. Dopo la pubblicazione del bando, preso dall’entusiasmo per aver superato Gasparri, Paolo ha dichiarato: “Il Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte Regioni italiane”. Grazie a un ricorso della società MGM che non vuole l’ammissione degli operatori UMTS (quelli attuali) alla gara il bando WiMax ha subito un colpo d’arresto. Proviamo noi a dargliene uno mortale con una petizione alla Comunità Europea“.

Se vi interessa firmare la petizione, attualmente arrivata a 118.301 firme, il banner è qui sotto (e da oltre 1 mese nella sidebar del blog).

Il video dello spettacolo di Beppe Grillo, quando parla del WiMAX.





Legge censura-internet: una lettura e reazione dell’Authority TLC

21 10 2007

Non ci potevo credere… sono rimasto sconcertato quando ieri ho letto questa notizia. Non si possono eliminare o restringereCensura l’operatività di un blog, la voce libera di internet!!! Quindi mi unisco al coro di internet! Proprio l’altro ieri è stata divulgata la notizia (confronta Punto Informatico e Beppe Grillo.it) che il Governo sta varando un disegno di legge (detta Legge Prodi-Levi) per rendere qualsiasi blog presente sulla rete una vera e propria testata giornalistica, anche se non a fini di lucro!!! Tanto per chiarire, Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio! Mai sentito fino ad ora! (Ed era meglio non sentirlo mai, visto come se ne è uscito). Qualcuno dirà: che bello, siamo importanti, è un buon riconoscimento! Assolutamente no!!! Essere testate giornalistiche significa avere restrizioni non di poco conto: limitazioni che uccideranno i blog in Italia. Perchè? Perchè tutto questo provoca burocrazia, spese e… sanzioni penali! Ma vediamo di chiarire un pò la situazione…

UNA LETTURA DELLA LEGGE PRODI-LEVI
La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Questo se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Essendo una registrazione che deve dare pubblicità, ciò porta con sé tutto un iter burocratico e delle procedure che devono essere seguite (e si sa, la burocrazia in Italia fa schifo!). Ma vediamo alcuni articoli del testo:

Art. 1 – Finalità generali

  1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
  2. Tale disciplina mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo, al sostegno all’innovazione e all’occupazione, alla razionalizzazione e alla trasparenza delle provvidenze pubbliche, nel rispetto dei principi affermati dallo stesso articolo 21 della Costituzione, delle competenze assegnate alle Regioni dall’articolo 117 dellaCostituzione, delle norme comunitarie, della giurisprudenza costituzionale.

Fin qua non c’è niente di male, come potete vedere… il problema è come il progetto di legge si propone di raggiungere questi obiettivi generali:

Art. 2 – Definizione di prodotto editoriale

  1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
  2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
  3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Ecco, qui cominciano i guai: infatti il primo comma stabilisce cosa è un prodotto editoriale, il secondo cosa non è, il terzo pone un’esclusione all’applicazione della norma. Perchè ci sono guai? Perchè i blog e i siti internet privati rientrano nel primo comma, visto che non sono enunciati nel secondo, nè tantomeno nell’ipotesi di inapplicabilità del terzo comma. Insomma, blog e siti internet sono prodotti editoriali a tutti gli effetti, almeno per questo progetto di legge. Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off-line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato, ed ecco l’articolo 5 che ci frega del tutto:

Art. 5 – Esercizio dell’attività editoriale

  1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Niente da fare: prodotti senza scopo di lucro come blog e siti internet rientrano in toto in questa disciplina! Ma perchè tutto questo? Ce lo spiega l’art. 7, in tutta la sua “saggezza”:

Art. 7 – Attività editoriale su internet

  1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
  2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

In parole povere, lo Stato vuole tutelare i suoi cittadini dalla diffamazione (come se ogni giorno uno sta a diffamare un’altra persona)! I cittadini? Io dico che vogliono tutelare loro stessi. Non gli sta bene che un cittadino si faccia sentire in rete quello che non può dire a voce, perchè hanno la coda di paglia! Sanno che non fanno bene il loro lavoro, e pretendono pure che la gente sia d’accordo, o tutt’al più stia muta in silenzio. Internet invece è libero. Non ci sono restrizioni. Ciò può essere positivo o negativo, a seconda dei casi. Ma certamente non per quello che fanno e stanno facendo loro. Senza contare che questa legge danneggia tutti, anche chi come la maggior parte degli utenti del web, trova nei blog e nei siti internet degli strumenti di informazione alternativi alla stampa e alla televisione (media che ovviamente sono finanziati dallo Stato, che quindi può esercitare un controllo sull’informazione), e peraltro gratis. Pensate: un poveraccio che usa MSN Spaces per tenere un diario on-line, per pubblicare le foto delle sue vacanze e condividerle con i suoi amici deve sottostare a tutto questo. E’ ASSURDO!!!!!!!!!!!! La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Ma stiamo scherzando?

COSA NE PENSA L’AUTHORITY
Le reazioni dell’immensa comunità degli internauti italiani è unica: ‘sta legge non s’ha da fare!!!! Centinaia di blog hanno condannato il disegno, di cui non si è data neanche abbastanza pubblicità agli italiani! Oggi, Punto Informatico pubblica un articolo con un’intervista a Nicola D’Angelo, magistrato, commissario dell’Authority TLC (Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni) ed esperto di cose della rete. Dice:

Questa esigenza di garanzia, di affermare una responsabilità per i reati a mezzo stampa non può tradursi nell’imporre misure burocratiche per aprire un blog. Il valore universalmente riconosciuto della rete è stato sempre quello di essere uno strumento aperto a tutti, pluralista. Anzi, la rete ha costituito l’elemento di più forte di pluralismo nell’informazione globale e in Italia“. Su tutto questo, spiega il commissario, “imporre regole che limitino la creatività e la dinamicità di un sistema di informazione alternativo e diverso è una cosa che va assolutamente evitata. Cosa si vuole fare? Costringere i blogger italiani ad andare all’estero? Il sistema deve rimanere aperto quanto più possibile”.

PI precisa che sebbene D’Angelo esprima opinioni personali, in nessun modo vincolanti rispetto all’Autorità, ci tiene a spiegare che anche assegnare al ROC il ruolo di spartiacque, a decidere chi debba registrarsi e chi no “è un po’ improprio“: questo perchè viene data troppa discrezionalità ad un organo. “Il problema della garanzia, della diffamazione e così via si risolve con le leggi che già esistono, è questione che attiene alle più normali attività di vigilanza“. Il vero punto secondo D’Angelo è un altro, sono “le garanzie di accesso, la neutralità tecnologica, l’accesso alla rete a condizioni vantaggiose, l’estensione della copertura della rete, evitare che ci possa essere una serie A e una serie B tra i fornitori di contenuti e tra gli utenti“.

RIFLESSIONI
Morale: persino il commissario dell’Autorithy sulle Telecomunicazioni si schiera con il web! Ma per quale assurdo motivo devo pagare per avere uno spazio in rete solo perchè voglio pubblicare un diario on-line o dire la mia su qualcosa? Ma dove cavolo viviamo? In una dittatura? Se si impone la burocrazia all’apertura di un blog o di un sito, si uccide internet, almeno in Italia. Questa è una vera manifestazione di ignoranza! Ignoranza che oggi investe internet, ma si sa che non è solo la grande rete nelle mire del Governo (un esempio su tutti sono i videogiochi). E’ da anni che in Italia si demonizza ciò che non si conosce. E’ come un’antica caccia alle streghe. Ciò che secondo loro fa male, perchè non lo conoscono, deve essere incatenato o eliminato. Ditelo, voi che ci governate: volete che gli italiani siano continuamente presi per il culo da tutto il mondo? Questo è controllo dei mezzi d’informazione, cosa che succedeva sotto dittatura, sia di destra che di sinistra, e la storia ce lo insegna. Ma si sa, molti esseri umani continuano a sbagliare, e rifanno gli stessi errori. Solo che quando sono i politici a farlo (e per un motivo del cavolo), sono sempre i cittadini a rimetterci, non loro!

Intanto, Beppe Grillo si prepara al V-Day 2: già annunciato un pò di tempo fa il tema principale, l’Informazione, che guarda caso cade proprio a fagiolo con quello che sta succedendo ora. Due saranno le richieste:

  • l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria;
  • l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.

Vedremo cosa accadrà…

Vignetta





98 miliardi di evasione fiscale: lo Stato se li riprende o no?

28 09 2007

Ormai tutti conoscono questa notizia: 98 miliardi di euro di debito verso lo Stato da parte dei Monopoli, che lo Slot machineStato stesso non ha riscosso e, a quanto pare, non vuole riscuotere! Cifra ufficiale, quantificata dalla Corte dei Conti. L’inchiesta è partita da due giornalisti del Secolo XIX di Genova, Menduni e Sansa: la notizia è datata 31 maggio 2007 (guardate a questo link), ma nessun altro media ne ha parlato! Qualche sporadica notizia su internet, solo sul sito di Beppe Grillo (tanto per cambiare), in ben 2 interventi (“Il potere del silenzio” e “Bische di Stato“). Poi più niente. 5 giornali e 7 reti televisive sono mute sulla faccenda. Fino a lunedì, quando finalmente un programma libero alla televisione come Striscia la Notizia ci regala un servizio per spiegare questa assurda faccenda! E finalmente, tutti lo hanno saputo; per la precisione ben 9.007.000 spettatori (34% di share): il programma più visto della serata (Fonte: Antoniogenna.net Blog)! Solo indignazionde di fronte a tutto questo.

E dove sono finiti? Se li è fregati qualcuno? O semplicemente non li vogliono riscuotere? Ma perchè? I politici si lamentano che non ci sono soldi, riescono ad accumulare soldi alzando le tasse e combattendo l’evasione fiscale (come no!), creano il Tesoretto, e continuano a lamentarsi che mancano soldi! Ma non fanno quello che dovrebbero fare: diminuire gli sprechi, abbassarsi drasticamente lo stipendio (sono solo dei “dipendenti”, come ogni sacrosanto lavoratore in questo Stato, e non dei privilegiati) e… cercare di recuperare in tutti i modi questi 98 miliardi di euro! Non sono bruscolini! Come ha detto Ezio Greggio a Striscia, “98 miliardi sono più di due Finanziarie; con queste cifre si rimette a posto l’Italia: e allora, perchè non recuperare questi soldi?“. Ce lo stiamo chiedendo tutti….

Il servizio mandato in onda da Striscia la Notizia il 24 settembre 2007





Beppe Grillo e i cinesi

23 09 2007

Sempre su YouTube, mi è capitato di trovare questo filmato preso da uno spettacolo fatto da Beppe Grillo, ovviamente proibito nelle tv italiane, ma mandato in onda da Striscia la Notizia un bel pò di tempo fa. In questo video, Beppe parla dei cinesi… ovviamente, battute a più non posso… in mezzo a molte cose su cui riflettere.