UE affossa la Dottrina Sarkozy castra-internet!

25 09 2008

Una bella notizia per il mondo di internet e dei P2P: la UE ha bocciato definitivamente gli ISP poliziotto! e la cosidetta “Dottrina Sarkozy”! Per chi non fosse al corrente della faccenda, faccio un breve riassunto. Secondo una proposta avanzata qualche mese fa (a quanto pare dal Presidente francese Nicholas Sarkozy), si voleva autorizzare gli ISP, ossia gli Internet Service Provider (da noi Telecom, Libero, Tiscali, Fastweb e così via), a sospendere ogni servizio nel momento in cui riscontravano che l’utente stesse condividendo file illegalmente. Leggendo su Tom’s Hardware: “L’obiettivo è quello di creare un Alto Commissariato per la protezione del Diritto d’autore (Hadopi) e la distribuzione di opere dell’ingegno su internet. Tutti i detentori di diritti di copyright potranno rivolgersi a questa nuova struttura per denunciare eventuali violazioni. La collaborazione obbligatoria degli ISP, poi, consentirà l’individuazione dei responsabili di sharing illegale e la conseguente procedura di alert. Due avvertimenti precederanno la disconnessione definitiva e l’impossibilità di attivare un nuovo contratto con altri provider.

Tuttavia, grazie ad una lettera scritta dal membro del Comitato Cultura ed Educazione della UE Catherine Trautmann, nella quale l’accesso ad internet viene definito come un diritto fodamentale dell’individuo, la votazione è stata un’insuccesso: gli emendamenti propongono una visione libera dell’utente Internet, i cui diritti di accesso non possono essere negati in alcun modo. Come avevano richiesto i pochi che si erano occupati di questo voto decisivo, il Parlamento chiede che contro chi viola siano adottate misure proporzionate agli abusi commessi e, soprattutto, dietro la garanzia dell’ordine del magistrato.

Una bella conquista per gli internauti! 😀

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P4P: il P2P si evolve… in meglio?

28 08 2008

Anche il P2P si appresta ad innovarsi, in modo da riuscire a far fronte alla grande esigenza di maggiori performance. Secondo uno studio svolto da CashLogic nel 2006, il traffico legato al P2P è aumentato drammaticamente, tanto da superare il 70% del traffico totale degli ISP. Proactive network Provider Participation for P2P è  un progetto che vede attualmente coinvolti 80 ISP e content provider statunitensi.

Arvind Krishnamurthy, ricercatore della University of Washington che con Yale University sta seguendo il progetto P4P, ha dichiarato che “il carico della rete può essere ridotto di un fattore 5 o superiore senza compromettere le prestazioni del network” e che “allo stesso tempo, la velocità può essere incrementata di circa il 20%“. Il P4P permette ai network P2P di ottimizzare il traffico tra ciascun ISP, non solo riducendo il volume di dati che attraversa l’infrastruttura degli ISP, ma creando anche un maggior flusso di dati da gestire.

Tuttavia c’è un problema: come hanno osservato gli attivisti della net neutrality, dato che il progetto è partito con la collaborazione fra ISP e major, il P4P ha come effetto quello di portare ad un maggior controllo del traffico in rete; quindi non solo si vuole ottenere un miglioramento dei servizi, ma anche una maggiore tutela della proprietà intellettuale dei soggetti partecipanti. Infatti, Distributed Computing Industry Association (DCIA), che ha fondato il team di sviluppo P4P, ha più volte ribadito che una delle priorità è l’eliminazione della violazione del copyright.





Motori di ricerca di file Torrent

24 01 2008

Chiunque non sapesse cosa sia un file .torrent, si tratta di un protocollo P2P che consente la distribuzione e la condivisione di Torrentfile su Internet, sviluppato da Bram Cohen, un programmatore di San Francisco. A differenza dei tradizionali sistemi di file sharing, l’obiettivo di BitTorrent è quello di creare un sistema efficiente per distribuire lo stesso file verso il maggior numero di utenti disponibili sia che lo stiano prelevando (download) che inviando (upload). Si tratta quindi di un meccanismo per coordinare in automatico il lavoro di moltitudini di computer, ottenendo il miglior beneficio comune possibile (per maggiori informazioni, guardate qui).

Esistono vari strumenti sul web che permettono di ricercare questi file su internet. Questi sono i migliori (almeno tra quelli che conosco):

  • Colombo.bt e TNT Village: entrambi sono molto forniti, e per ogni file è disponibile un’esauriente descrizione;
  • YouTorrent è un meta-motore di ricerca che indicizza i file Torrent di tutti i più importanti motori, come Mininova, IsoHunt, Vuze, The Pirate Bay, etc. In pratica nei risultati si ottiene un elenco basato sul numero di “seeds” e “peers” che ha ogni Torrent. Ovviamente quelli più gettonati sono teoricamente i più veloci da scaricare.

Ricordate, tutti e tre i siti non fanno distinzione tra file legali e illegali. Vi segnalo anche un ottimo software per scaricare file Torrent, molto veloce nel download: si chiama µTorrent. Buon downlaod a tutti!!!





Chi sono i 10 più scaricati della rete 2007 (film, canzoni, serie TV)?

3 01 2008

I P2P non sono mai stati visti di buon occhio, ma ecco che grazie P2Pai dati elaborati da BigChampagne Online Media Measurement, un’azienda di Los Angeles che si occupa di analizzare i trend dei consumatori nell’uso dei media digitali, pubblica una serie di classifiche, riguardanti i 10 film, canzoni, artisti e serie TV più scaricati dalla rete nel corso del 2007, tramite i famigerati software P2P.

Ecco la classifica dei primi 10 film:

1. Resident Evil: Extinction
2. Pirates of The Caribbean: At World’s End
3. I Now Pronounce You Chuck & Larry
4. Ratatouille
5. Superbad
6. Beowulf
7. Transformers
8. American Gangster
9. Harry Potter and the Order of the Phoenix
10. Stardust

Sono stupito della mancanza di Spiderman 3… Ovviamente, non significa che non è stato scaricato! Passiamo alle prime 10 canzoni:

1. Shop Boyz, “Party Like A Rock Star”
2. Akon, “I Wanna Luv U”
3. Sean Kingston, “Beautiful Girls”
4. Mims, “This Is Why I’m Hot”
5. Akon, “Don’t Matter”
6. T-Pain, “Bartender”
7. Soulja Boy, “Crank Dat Soulja Boy”
8. Justin Timberlake, “My Love”
9. DJ Unk, “Walk It Out”
10. Jim Jones, “We Fly High”

Trionfo quindi del genere pop e hip-hop. Per quanto riguarda gli artisti musicali più apprezzati, di cui sono stati scaricati album interi e/o singoli:

1. T.I.
2. T-Pain
3. Akon
4. 50 Cent
5. R. Kelly
6. Lil Wayne
7. Justin Timberlake
8. Fergie
9. Ludacris
10. Snoop Dogg

Ed ecco le serie TV:

1. “Heroes”
2. “Prison Break”
3. “Top Gear” (famoso programma della BBC dedicato al mondo delle auto)
4. “Smallville”
5. “Desperate Housewives”
6. “House, M.D.”
7. “Lost”
8. “Grey’s Anatomy”
9. “24”
10. “Dexter”

Qualcuno di voi ha contribuito???? 😀





Scaricare vecchi film legalmente e gratis: si, grazie al Public Domain!

11 12 2007

Quante volte volevate scaricare un film senza pagare, ed ogni volta c’è sempre questo copyright di mezzo. In realtà esistono Public Domaindei film nel cosidetto pubblico dominio, ovvero con i diritti di copia scaduti e quindi liberamente scaricabili! Public Domain Torrents è un sito in inglese che raccoglie materiale cinematografico di pubblico dominio, ovvero non più coperti dal diritto d’autore. All’interno dell’archivio organizzato in categorie si trovano films in lingua originale, cinema muto degli anni 50, e pellicole cult per gli appassionati. Per scaricare i films è necessario un client torrent. Oltre al .avi è possibile scaricare differenti formati visualizzabili con palmari, iPod e PSP, ed eventualmente acquistare il relativo film in DVD. E’ vero che non si trovano le ultime novità, ma se volete scaricare liberamente i vecchi film di Charlie Chaplin, Braccio di Ferro e tanti altri ancora, potete farlo senza che nessuno vi rompa più le scatole!!!





Esempio di come il Fair-Use può aiutare gli utenti del Web

23 10 2007

Ritorno ancora a parlare di fair use, e vi porto un esempio di come questa norma può di fatto “salvare” gli Ladrointernauti (ora vi metterete pure a ridere quando leggerete la vicenda). La notizia è stata pubblicata su Punto Informatico un bel pò di tempo fa, ma rimane sempre un caso attuale.

Una signora mette sun YouTube il video del proprio figlio mentre sta giocando, e in sottofondo si sente un frammento della canzone “Let’s Go Crazy” di Prince, probabilmente trasmessa da una radio o magari in play su uno stereo. La casa discografica che detiene i diritti di quella canzone, la grande sorella del mercato discografico Universal Music Group, interviene accusando violazione del copyright, e chiede e ottiene la cancellazione del video incriminato, invocando la DMCA, la discussa legge americana per la difesa del copyright. L’utente cerca di far valere il fair use, cioè l’impiego limitato, per il pubblico interesse, di materiale protetto da copyright senza la necessità di autorizzazione preventiva da parte degli aventi diritto. La EFF, l’ Electronic Frontier Foundation che sta difendendo la causa della signora, sostiene che “è in gioco la libertà di parola e di espressione“. Per ora, comunque, è stato ottenuto il ripristino del video on-line. Eccolo qui, giudicate voi:

Punto Informatico scrive che “la nuova causa è solo una parte dello sforzo rinnovato dell’associazione nel contrasto agli abusi del DMCA, impegno che si estende anche alla collaborazione con la Stanford University nell’ambito del “Fair Use Project” (FUP). Il progetto, iniziato nel 2006, mira proprio a sviluppare una serie di “regole base” da seguire in risposta ad eventuali richieste illegittime di cancellazioni di contenuti autoprodotti“.
Ora, a parte che mi pare veramente ridicolo che una casa discografica interviene per una cosa del genere (non capisco come fa una persona ad avvantaggiarsi di una cosa del genere), si può vedere come questa legge può capovolgere la situazione. Se fosse successo in Italia, invece, il video sarebbe stato cancellato senza troppe complicazioni… Ricordo che comunque qualcosa si sta muovendo, come dimostra la proposta in 10 punti per innovare il diritto italiano sul diritto di autore.





Scaricava musica, ma viene assolto dal giudice… in Italia!

18 10 2007

Un elettricista milanese di 30 anni, era stato accusato di aver scaricato 120 canzoni protetti da diritto d’autore da Internet nelGiudice 2004. La cosa venne accertata anche con una perquisizione compiuta dall Polizia Postale in casa dell’indagato e con il sequesto del computer. Tuttavia, il giudice dell’ottava sezione del tribunale di Milano, dopo ben 10 sentenze, lo ha assolto dall’accusa perchè il giovane ha scaricato e utilizzato i files per uso personale. E’ stato così negata la richiesta del pubblico ministero che si era pronunciato per una condanna a 7 mesi di carcere accompagnata da una sanzione pecuniaria.

La legge sul P2P, sulla condivisione di file su Internet e sul diritto di autore non è ancora chiara nè in Italia nè in diverse nazioni europee. In modo particolare è chiaro come si debbano colpire i pirati che rendono disponibile illegalmente software, film, musica per scopi di lucro, mentre è ancora un “mistero da decifrare” se chi scarica files per vedersi un film o ascoltare un canzone per propri interessi personali possa essere denunciato e sanzionato con multe pecuniarie. In realtà questo sarebbe proprio l’obiettivo delle major discografiche e cinematografiche. Tuttavia, come si è poi visto anche nel famoso caso Peppermint, non solo i giudici non hanno permesso di dare ai provider gli indirizzi IP e gli eventuali nomi degli abbonati Adsl che scaricavano files, ma la stessa società discografica aveva inviato una lettera dove si chiedeva all’utente di sanare la propria posizione pagando circa 300 euro per non incorrere in POSSIBILI azioni giudiziarie. Sicuramente, questa sentenza crea un ottimo precedente, e ormai le major che detengono i diritti d’autore sanno che vincere una causa relativa al P2P contro un singolo utente che abbia scaricato files per i propri usi personali, è abbastanza complesso e l’esito è pressochè incerto.

Scaricare qualche file per uso personale non è come scaricare per rivendersi ciò che si è messo in download: giusto è infatti la mega multa di 8.5 milioni di euro emessa dalla Guardia di Finanza contro una organizzazione che renedeva disponibili online per fini di lucro migliaia di files protetti da diritto d’autore. Ingiusto perseguire invece un povero tizio per aver scaricato una ventina di mp3 in rete. Ma forse le cose cambieranno, visto che anche i cantanti si stanno stancando delle case discografiche (guarda l’articolo precedente: I cantanti cominciano a snobbare le major discografiche).